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Tradizione e innovazione nella cura del glaucoma. L'esperienza del Dottor Paolo Brusini

Socio onorario dell'Associazione Campana Glaucoma, ha partecipato all'organizzazione del X Congresso dell'AsCG

 News pubblicata il 26/10/2016
Va avanti da oltre dieci anni il sodalizio tra l’Associazione Campana Glaucoma e il dottor Paolo Brusini, direttore presso l'Unità Operativa di Oculistica dell'Azienda Ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Udine e, dal 2009, socio onorario dell’AsCG. Porterà anche la sua firma il X Congresso AsCG, dal titolo “Il glaucoma ad angolo aperto: dalla diagnosi al trattamento”, che si terrà l’11 novembre a via Parthenope, presso il Centro Congressi dell’Università di Napoli Federico II. Analisi della realtà locale nella quale opera e riflessione sulle tecniche tradizionali e su quelle innovative relative alla cura del glaucoma alcuni dei punti affrontati dal dottor Brusini e che potrebbero essere ripresi nel prossimo congresso.
 
Dottor Brusini, ci descriva la situazione glaucoma nel suo ambito regionale.
Nella Regione Friuli-Venezia Giulia esistono vari Centri Glaucoma, attivi all’interno di strutture ospedaliere. Di recente ne è stato aperto uno nuovo, presso la Casa di Cura “Città di Udine”, convenzionata con il SSN, presso il quale lavoro, a cui afferiscono molti pazienti provenienti da altre regioni. Tutti i Centri sono dotati di moderne apparecchiature per la diagnostica (perimetria automatizzata, pachimetria, OCT, ecc.) e seguono pazienti affetti da ipertensione oculare o glaucoma più o meno evoluto, oltre a tenere sotto controllo i pazienti sottoposti a intervento chirurgico. In alcuni Centri, tra cui quello del “Città di Udine”, è disponibile il laser per trabeculoplastica selettiva (SLT), per il trattamento di forme di glaucoma iniziale o di casi che non rispondono alla terapia medica. Per quanto riguarda il trattamento chirurgico, la tecnica più utilizzata in Regione è la trabeculectomia, mentre presso il mio centro optiamo spesso per la canaloplastica, che presenta minori complicanze e può quindi essere effettuata in regime ambulatoriale.
 
Qual è, a suo avviso, il valore attuale dell'esame del campo visivo nella moderna diagnostica del glaucoma, comparata a tutta la più sofisticata diagnostica hi-tech sul nervo ottico?
L’esame del campo visivo, eseguito con perimetria automatica computerizzata, resta fondamentale per la diagnosi e il follow-up del glaucoma. È inoltre importante per quantificare e studiare la gravità del danno funzionale. Si tratta di un tipo d’esame a basso costo, disponibile in tutte le strutture pubbliche e in molti centri privati. Le nuove tecniche high-tech, soprattutto l’OCT per lo studio delle fibre nervose e delle cellule ganglionari maculari, sono molto utili per rilevare danni strutturali precoci e andrebbero quindi impiegate soprattutto in caso di ipertensione oculare o sospetto glaucoma.

Il rapporto tra le tecniche di chirurgia filtrante tradizionale e le nuove tecniche tipo canaloplastica?
La trabeculectomia, a 50 anni dalla sua introduzione, resta ancora oggi la tecnica chirurgica di riferimento per quasi tutte le forme di glaucoma. Presenta tuttavia diversi inconvenienti (rischio di complicanze anche gravi, cicatrizzazione della bozza sottocongiuntivale, necessità di molti controlli e di manipolazioni post-operatorie, ecc.) che rendono ragione della continua ricerca di nuove tecniche altrettato efficaci, ma più sicure e meno invasive. La canaloplastica, tra tutte le procedure proposte negli ultimi anni, è probabilmente il metodo più efficace e sicuro, ma è tecnicamente complessa con una lunga curva di apprendimento. Solo pochi centri sono oggi in grado di offrirla ai propri pazienti. Presso il Centro dove opero, vengono trattati con questo metodo circa ottanta pazienti all’anno, tutti in regime di convenzione. La nostra esperienza si basa su oltre 500 interventi effettuati negli ultimi 8 anni con buoni risultati. Altre tecniche chirurgiche, le cosiddette MIGS (Minimally Invasive Glaucoma Surgery), sono, in massima parte, ancora in fase di studio e andrebbero riservate a pazienti con glaucomi inizali, possibilmente combinate con un intervento di cataratta.

Ci spieghi il suo stretto sodalizio con l'Associazione Campana Glaucoma e l’organizzazione del congresso che si terrà a Napoli il prossimo 11 novembre.
La mia collaborazione con l'Associazione Campana Glaucoma dura ormai da molti anni. Tutto iniziò con l’incontro con il Dott. Arcangelo Menna, che frequentò il Reparto Oculistico di Udine per un breve stage circa 25 anni fa. Da allora con Arcangelo ho instaurato un rapporto di vera amicizia e grazie a lui ho avuto modo di conoscere tanti simpatici colleghi campani, ancor prima della fondazione dell’AsCG. Ho avuto poi l’onore di essere nominato Socio Onorario e sono stato successivamente coinvolto nei lavori della Società da vari amici che si sono succeduti alla presidenza e all’interno del Consiglio Direttivo dell’AsCG, fino al Dott. Paolo Lepre che mi ha invitato a organizzare assieme a lui il congresso di quest’anno. Devo confessare che la cosa mi ha fatto un estremo piacere, anche perché l’amico Paolo ha voluto inserire sul frontespizio della locandina del congresso un’opera di mio padre Darmo, valente pittore, scomparso 2 anni fa all’età di 104 anni. Mi auguro che i temi che verranno trattati durante il prossimo congresso riscuotano l’interesse della platea e spero di poter continuare a collaborare anche in futuro con l'Associazione Campana Glaucoma.



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