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A Caserta: "Il Glaucoma da chiusura d'angolo"

L'evento, targato AISG e SIGLA, ha avuto luogo in altre 26 sedi italiane. In scaletta 5 relazioni e una tavola rotonda

 News pubblicata il 11/04/2016
È arrivato anche a Caserta “Il Glaucoma da chiusura d’angolo”, corso territoriale replicato in ben altre ventisei sedi italiane, dal nord al sud dell’Italia. Il 19 marzo, l’Aula Convegno dell’Ordine dei Medici e Chirurghi di Via Bramante 19 ha ospitato per l’intera mattinata un incontro che costituisce parte del programma di formazione degli oculisti territoriali. L’iniziativa, patrocinata dall’AISG, Associazione Italiana per lo Studio del Glaucoma, e dalla SIGLA, Società Italiana Glaucoma, ha goduto pure della collaborazione di Alcon, leader mondiale nel settore della cura dell’occhio che raggruppa le attività di Novartis in oftalmica. Responsabili scientifici, nonché organizzatori dell’evento, due componenti del consiglio direttivo dell’Associazione Campana Glaucoma: il dottor Decio Capobianco, consigliere del direttivo della SIGLA, e la professoressa Rosa Fusco, socio della AISG. A loro il compito di introdurre i lavori sviluppatisi con i tanti interventi che si sono susseguiti a partire dalle 9 e fino alle 13. A rompere il ghiaccio con la prima relazione, ascoltata da circa trenta oculisti provenienti dalla Campania e dal Molise (la partecipazione era gratuita e su invito), è stata la Dottoressa Patrizia Guacci che ha affrontato il problema all’ordine del giorno soffermandosi su terminologia, classificazione ed epidemiologia. I meccanismi di chiusura (primari, secondari, iatrogeni) e i test di provocazione, invece, sono stati discussi dal dottor Andrea Di Nuzzo. Al dottor Valerio Piccirillo, poi, è spettato il compito di sottolineare indicazioni e limiti relativi a semeiotica clinica e strumentale. Un breve coffe break ha diviso la prima parte dell’incontro dalla seconda, che ha raccolto gli interventi dei dottori Alfonso Scala e Vincenzo Rao. Sul tavolo di discussione sono finiti il trattamento non chirurgico, con uno sguardo particolare a tipologie di farmaci e laser, e il trattamento chirurgico, incentrato sulla gestione del cristallino. Ultimo punto dell’articolato programma, la tavola rotonda, condotta dal dottor Ferdinando Romano, che ha trovato linfa nelle tante domande e osservazioni rivolte dal pubblico e nella discussione di un caso clinico reale proposto dal dottor Perillo. “Relazioni molto valide scientificamente, ma senza tecnicismi esasperati, e una tavola rotonda, occasione di libero scambio di idee ed esperienze di tutti, sono stati i punti di forza dell’evento”, ha commentato un soddisfatto dottor Capobianco che ha avuto modo di raccogliere il placet degli oculisti ospitati a Caserta: “i partecipanti mi hanno riferito alla fine della giornata di aver impiegato bene il loro tempo per aggiornarsi, nonostante fosse sabato, festa del papà e anche San Giuseppe. Non mi sembra poco”. 



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